CREDITO D’IMPOSTA 4.0: AGEVOLAZIONI PREVISTE E COME RICHIEDERLO

Il Credito d’Imposta 4.0 è una misura di sostegno agli investimenti delle industrie italiane, promossa nel contesto del Piano di Transizione. A cosa serve questo credito d’imposta? Come vi si accede? Scopriamolo insieme

PIANO NAZIONALE DI TRANSIZIONE 4.0

Il Piano Nazionale di Transizione 4.0 rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo dell’agevolazione concessa alle industrie nell’effettuare investimenti ed è stata promossa grazie al Recovery Fund, approvato dall’Unione Europea.

In generale, il Piano di Transizione 4.0 permette alle industrie in grado di soddisfarne i requisiti di usufruire di importanti crediti d’imposta durante il 2021, globalmente noti come Credito d’Imposta 4.0 e volti a sostenere processi di riqualificazione energetica, misure ambientali, green e più eco-sostenibili.

La concessione di questo Credito d’Imposta 4.0 rappresenta un ottimo incentivo a quelle industrie che, durante il periodo pandemico, hanno gravemente sofferto gli effetti negativi della crisi e che possono ora ripartire in maniera più agevolata.

CREDITO D’IMPOSTA 4.0: DI COSA SI TRATTA

Come anticipato precedentemente, il Credito d’Imposta 4.0 si configura come un’importante misura di sostegno e supporto a favore di quelle industrie che investono, nel tempo prefissato, nell’acquisto di beni tecnologici e iper-tecnologici, che vadano a incentivare una sorta di “rinnovamento digitale” all’interno dell’azienda.

La misura consiste in benefici fiscali tramite i quali l’azienda che investe vede ritornare gran parte del capitale speso, sotto forma di un rimborso differito nel tempo.

A differenza degli anni appena passati, sono ora mutate le percentuali di richiesta di ottenimento del credito e i tempi per poter godere dei relativi vantaggi.

CREDITO D’IMPOSTA 4.0: LE AGEVOLAZIONI PREVISTE

Sulla scorta delle informazioni rilasciate dal Ministero dello Sviluppo Economico, il credito d’imposta concesso è differente a seconda della categoria di investimento presa in considerazione.

Analizziamole una per una.

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Questa misura incentiva le imprese che vogliono spendere nell’acquisto di beni strumentali, siano essi materiali o immateriali, con il fine preciso di rimodellare l’immagine aziendale in veste più digitale, innovativa e tecnologica.

Per gli investimenti avvenuti entro il 2021, sono previsti dei crediti d’imposta pari a:

  • 50 % per una quota di investimento che non superi i 2 milioni e mezzo di euro;
  • 30 % per una quota di investimento compresa tra i 2 milioni e mezzo di euro e i 10 milioni di euro;
  • 10 % per una quota di investimento compresa tra i 10 milioni di euro e i 20 milioni di euro.

Per gli investimenti che avvengono entro il 2022, le fasce economiche sono immutate ma cambiano le percentuali relative al rimborso:

  • 40 % per quote fino a 2 milioni e mezzo di euro;
  • 20 % per una quota di investimento compresa tra i 2,5 milioni di euro e i 10 milioni di euro;
  • 10 % per una quota di investimento compresa tra i 10 e i 20 milioni di euro.

Vi è da precisare che queste detrazioni sono possibili anche se gli ordini avvengono entro il giugno dell’anno successivo (fino al giugno 2022 nel primo caso e fino al giugno 2023 nel secondo caso), purché l’ordine dei beni strumentali sia avvenuto nei tempi e sia stato già pagato un acconto pari al 20 % sul totale.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica

Per stimolare la competitività tra le aziende, questa particolare forma di credito è volta a premiare gli imprenditori che si rendono capaci di investire nel settore digitale, nell’innovazione tecnologica e nello sviluppo.

Per le attività connesse con la ricerca industriale il tetto di spesa è fissato a 3 milioni di euro spesi (12 % del credito d’imposta), mentre è fissata una percentuale sul credito pari al 6 % per attività di innovazione tecnologica o di ideazione estetica per aziende che lavorano nel settore tessile, della moda o dell’artigianato (fino a 1,5 milioni di euro).

Per le attività di innovazione tecnologica volte alla transizione ecologica delle aziende la percentuale è invece del 10 % del credito d’imposta, fino a un massimo di 1,5 milioni di euro stanziabili.

Credito d’imposta formazione 4.0

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha anche incluso nella lista dei beneficiari di questa misura di sostegno i dipendenti e i lavoratori delle varie aziende, i quali devono essere adeguatamente formati.

Per la formazione dei lavoratori subordinati, si riconosce dunque un credito d’imposta 4.0 pari al:

  • 50 % per piccole imprese, fino a 300.000 euro annui;
  • 40 % per le medie imprese, fino a 250.000 euro annui;
  • 30 % per le grandi imprese, fino a 250.000 euro annui.

Qualora venga comprovato che i lavoratori dell’azienda versino in condizioni particolarmente svantaggiate o deficitarie, può essere ottenuta una percentuale sul credito d’imposta fino al 60 % sul totale.

A CHI È RIVOLTO IL CREDITO D’IMPOSTA 4.0

Il credito d’imposta 4.0, contemplato nel piano di misure di sostegno promosse dal Ministero dello Sviluppo Economico, è esteso a tutte le industrie che abbiano sede giuridica in Italia, indipendentemente dal settore di riferimento, dalla ragione sociale dell’azienda, dalla grandezza dell’industria e dalla sua ubicazione geografica.

Per poter usufruire del credito d’imposta 4.0, si rende però anche necessario che le industrie siano in regola con tutte le norme di sicurezza ministeriali, con i contributi previdenziali e con i pagamenti ai lavoratori.

È inoltre necessario che l’ordine dei beni strumentali materiali o immateriali sia accettato dal fornitore entro il 31 dicembre 2022, con il versamento previsto di un acconto pari al 20 % sul totale.

Il contenuto indicato nella norma tecnica del credito d’imposta 4.0 è abbastanza generico e si riferisce a tutti quei possibili interventi adottati dalle imprese per rinnovarsi in senso tecnologico, digitale e favorire tutti quei processi di ideazione, sviluppo e lancio di nuovi prodotti.

CREDITO D’IMPOSTA 4.0: COSA CAMBIA RISPETTO AL PASSATO

Rispetto agli anni passati, le percentuali di beneficio fiscale in forma di credito d’imposta erano molto più basse rispetto alle percentuali del Credito d’Imposta 4.0 e sono anche cambiati i tempi per poter usufruire del credito stesso.

La normativa attuale sancisce infatti la possibilità dell’industria di ricevere il credito per cui si è fatta domanda in tre aliquote di pari importo, che saranno erogate immediatamente dopo alla verifica della messa in funzione dei beni acquistati, siano essi materiali o immateriali.

Precedentemente, i benefici fiscali venivano concessi solo dopo un anno a partire dalla comprovata “interconnessione dei beni” acquisiti.

COME SI RICHIEDE IL CREDITO D’IMPOSTA 4.0

Per poter fruire del Credito d’Imposta 4.0,  le imprese devono compilare il modulo F24 messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate attraverso lo sportello telematico e quindi indicare, nella dichiarazione dei redditi inerente il periodo di imposta considerato, le spese sostenute per l’acquisto dei beni materiali o immateriali, previsti dall’apposita norma e successive circolari di attuazione.

A condizione che vengano rispettate le spese massimali indicate, è poi possibile cumulare gli investimenti effettuati per il Credito d’Imposta 4.0.

CREDITO D’IMPOSTA 4.0: AGEVOLAZIONI PREVISTE E COME RICHIEDERLO

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