Lease 2018: In svolgimento il primo Salone leasing e noleggio operativo

Al via a Milano il primo Salone del leasing e del noleggio, Lease 2018, una due giorni, 20 e 21 marzo,  in cui il settore affronta il futuro, ma anche gli strumenti finanziari del momento che hanno spinto le misure di sviluppo messe in campo dal governo, dalla Sabatini tre al super e iper ammortamento. Novità e sfide per un settore con numeri in crescita.

Nei primi due mesi del 2018 il leasing cresce del +9,9% in numero e del +12,7% in valore, i nuovi contratti raggiungono circa 130mila stipule per un valore complessivo di 4,6 miliardi di euro, dopo che nel 2017 l’erogato ha superato quota 26,4 miliardi. Nel bimestre gennaio-febbraio il leasing Strumentale mette a segno un +17,5% nel numero e un +22,2% in valore, trainato dalla performance del leasing finanziario (+30% in valore), che rappresenta oltre l’80% del totale del comparto.

Dinamica positiva anche per il comparto Automotive – autovetture, veicoli commerciali e industriali – con +7,5% di immatricolazioni e +9,5% in valore. Riprende a crescere l’Immobiliare (+16,2% in valore), in particolare grazie alla ripresa del sotto-comparto ‘costruito’ (+28,7% in valore). “Lease 2018 nasce come uno strumento di rafforzamento del Leasing e del Noleggio a lungo termine nell’ambito della crescita economica del Paese, per questo abbiamo voluto aprire la prima edizione del Salone sul tema di Impresa 4.0”, spiega il presidente di Assilea, Enrico Duranti.

Il Salone affronta – 20 e 21 marzo – le nuove sfide del mercato. Dal super e iper ammortamento alla gestione dei nuovi bisogni della clientela, dall’evoluzione dei prodotti e dei canali distributivi alla business mobility, dai non performing exposures & non core assets ai principi contabili Ifrs 16, dall’innovazione nei servizi finanziari fino al nuovo leasing abitativo.

Tanti gli espositori presenti, quattro i focus protagonisti: Nautico, Immobiliare, Leasing Pubblico e Settore energia. L’approvazione della riforma del Codice della nautica accompagna la ripresa del mercato interno e la crescita del leasing nautico che nel 2017 ha segnato un +70%. Le semplificazioni normative e l’introduzione del Registro telematico del diporto e dello sportello telematico del diportista rappresentano un richiamo per gli armatori europei anche in ottica Brexit.

Il finanziamento delle operazioni immobiliari è un altro tema, insieme alle best practices per soluzioni concrete e utili all’amministrazione pubblica. Interventi di efficientamento energetico, razionalizzazione e gestione degli edifici con soluzioni Smart city sono invece protagonisti del focus energia.

Ad aprire il Salone la tavola rotonda su ‘Il Piano Impresa 4.0: l’innovazione come driver per la competitività’ che vede sul palco oltre a Duranti, Carlo Robiglio, presidente Piccola Industria Confindustria, Alfredo Mariotti, direttore generale Ucimu Sistemi per produrre, Giovanni Ajassa, direttore Servizio Studi Bnl gruppo Bnp Paribas, Gabriele Barbaresco, amministratore delegato R&S – Mediobanca ed Ennio Manzi, partner Italfinance Group.

Animata anche l’Exhibition Area di Lease 2018, che ospita gli stand dei partner produttori di beni e servizi accessori. “Per diversi mesi Newtonlab ha lavorato con Assilea e con il supporto degli sponsor alla costruzione dell’evento di riferimento per il settore e per tutti coloro che a vario titolo si occupano di Leasing e di Noleggio”, commenta il presidente di Newton Lab, Andrea Beretta.

“Questa parte del Salone è pensata per offrire una grande occasione di networking per i manager del settore acquisti della grande e media impresa, piccoli imprenditori, consulenti e intermediari del credito, broker e agenti di assicurazione, specialisti di recupero e gestione del credito, ordini professionali”, conclude.

(comunicato stampa)

Aumento bollette energia elettrica: i servizi di vendita tra gli oneri che incidono di più

I servizi di vendita sono tra le componenti della bolletta elettrica che sono aumentati maggiormente nell’ultimo anno: secondo l’ultimo studio di SosTariffe.it questi oneri hanno subito un incremento medio del 4,7% ad ogni variazione trimestrale ARERA (ex AEEGSI). Questo significa che il prezzo dell’energia è tra i valori della bolletta che maggiormente influisce su eventuali aumenti o diminuzioni del costo finale pagato dall’utente

L’ ultimo aumento dell’energia elettrica di gennaio 2018, deciso dall’AEEGSI (oggi ARERA)  pari al +5,3% – è stato causato da variazioni su alcune voci di spesa che vanno a comporre il prezzo finale in bolletta.

SosTariffe.it, attraverso un nuovo osservatorio, ha cercato di rilevare se tra le principali cause di questo aumento ci fosse il prezzo dell’energia stabilito dall’Autorità oppure altri oneri aggiuntivi che non sono decisi da chi fornisce il servizio.

A questo fine, il portale di confronto ha individuato le ultime quattro variazioni trimestrali, ovvero quelle di aprile, luglio, ottobre 2017 e gennaio 2018, analizzando come sia cambiato, da un lato, il prezzo totale dell’energia elettrica negli ultimi tempi, dall&rsqu o;altro, il costo che corrisponde a ogni specifica voce di spesa della bolletta della luce.

Sono stati, infatti, confrontati tutti i prezzi suddivisi per le quattro voci di spesa che compongono la bolletta (spesa per la materia prima dell’energia, spesa per il trasporto e gestione del contatore, spese per oneri di sistema e imposte), in ogni periodo esaminato, per individuare quali sono le voci che più incidono in bolletta e per quali si sono verificate le maggiori variazioni.

Cosa incide di più sulla bolletta dell’energia

Come si evince dallo studio di SosTariffe.it, la voce di spesa che più incide in bolletta è quella relativa alla materia energia (che comprende una quota fissa e una variabile), con un’incidenza media del 44,4% sul totale della bolletta. È anche la voce che presenta più variazioni da un trimestre all’altro nel periodo preso in considerazione, con una variazione media pari al 4,7%.

Tranne per il trimestre ottobre-dicembre 2017, dove il prezzo della materia energia è sceso dell’1,8%, in tutti gli altri trimestri esaminati si sono verificati aumenti relativi alla materia energia, con il rincaro più evidente nel trimestre aprile-giugno 2017, momento in cui questa voce è salita del 7,8%.

Variazione negativa degli ultimi quattro trimestri, in media, quella legata alla spesa per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore, che è scesa dello 0,5%, mentre gli oneri di sistema (i contributi chiesti ai clienti per sostenere l’intero sistema energetico italiano) sono aumentati in media dell’1,8% e l’IVA, applicata a tutte le voci di spesa, mediamente del 2,26%.

Perché aumenta il costo dell’energia elettrica

Per cercare di spiegare il perché degli aumenti, abbiamo consultato tutte le comunicazioni emanate dall’Autorità per l’energia ad ogni aggiornamento, identificando le cause dei rincari nei corrispettivi trimestri, evidenziati dall’autorit&agrav e;.

Ad aprile 2017, quando è stato comunicato un aumento della spesa della materia energia del 7,8% circa, l’Autorità ha specificato come tale incremento sia stato causato dall’aumento del prezzo all’ingrosso italiano ed estero (a causa soprattutto di alcune central i nucleari francesi ferme).

luglio dell’anno scorso, invece, il costo della materia energia era aumentato del 5,8% circa: questo incremento è stato causato sia dai prezzi del mercato all’ingrosso che continuano a salire, sia ai consumi estivi aumentati, sia dalla necessità di coprire i rialzi dei prezzi all’ingrosso di inizio 2017.

La diminuzione di ottobre 2017 è stata determinata, invece, da una “forte riduzione dei costi di dispacciamento, cioè dei costi sostenuti dal gestore della rete (Terna) per mantenere in equilibrio e in sicurezza il sistema elettrico” (fonte AEEGSI qui), mentre il costo della materia energia che è tornato a salire a gennaio 2018 (+5,3%) è legato a molti fattori.

Tra questi si possono annoverare: decisa crescita dei prezzi all’ingrosso (causata anche da una ripresa dei consumi durante il 2017), indisponibilità prolungata degli impianti nucleari francesi (quindi meno energia importata dalla Francia che ha aumentato il volu me della produzione in Italia) e altre cause imputabili al funzionamento della rete italiana.

A gennaio di quest’anno ha contribuito agli aumenti anche l’incremento della parte degli oneri di sistema dato che sono stati concesse agevolazioni aggiuntive per le industrie manifatturiere energivore, decise dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Con il mercato libero è possibile evitare i rincari

Tutte le variazioni analizzate in questo studio riguardano unicamente i clienti serviti in Maggior Tutela, ovvero coloro che non hanno mai cambiato il proprio fornitore energetico sin dalla liberalizzazione del mercato dell’energia nel 2007.

I clienti che hanno scelto il proprio gestore energetico all’interno del Mercato Libero, hanno avuto invece la possibilità di optare per tariffe a prezzo bloccato per uno o due anni, ovvero con lo stesso prezzo per la componente energia (PE) all’interno della Spesa per la Materia Energia: quella che, dallo studio di SosTariffe.it, si è dimostrata la più sensibile a variazioni. Terminata la fascia temporale in cui viene garantito il prezzo fisso, i clienti del mercato libero possono semplicemente cambiare tariffa energetica, senza alcuna penale né costo di trasloco o attivazione del nuovo piano.

Tuttavia, la dinamica di cambiare tariffa od operatore, che è molto consolidata in ambito ADSL o telefonia mobile, non lo è nel mondo dell’energia elettrica o il gas. Nonostante la possibile eliminazione del mercato tutelato, quest’anno – come annunciato dal Governo l’anno scorso – la maggior parte dei consumatori non ha ancora approfittato delle opportunità di risparmio offerte dal mercato libero.

Per individuare le offerte energia elettrica e gas più convenienti è possibile utilizzare lo strumento di comparazione di SosTariffe.it che consente di confrontare tutte le proposte delle principali compagnie attive in Italia: https://www.sostariffe.it/energia-ele ttrica/

(comunicato stampa)

Impianti allarme e videosorveglianza: cresce il noleggio operativo a Pistoia e in Toscana

La sicurezza aziendale passa sicuramente da un ottimo impianto di allarme e videosorveglianza: la protezione dei locali e dei beni garantita sempre più spesso con il noleggio operativo

A&P srl propone, tramite le aziende Partner, soluzioni mirate per il costante aggiornamento dei beni strumentali. Ad esempio è possibile avere  l’istallazione di sistemi di videosorveglianza e allarme con la formula del noleggio operativo. Basta richiedere un incontro, senza impegno, con un tecnico: è il modo migliore per capire come proteggere le proprietà con un canone mensile che comprenda anche i servizi di istallazione e manutenzione per l’intera durata della locazione.

Ovviamente il Cliente potrà rivolgersi al proprio fornitore e installatore di fiducia. Anche in questo caso sarà possibile avere il contratto di noleggio operativo con tutti i vantaggi finanziari e fiscali.

Il noleggio operativo di beni strumentali è sostanzialmente un pagamento mensile di un canone per l’utilizzo di beni e di alcuni servizi ad esso connessi. In particolare  manutenzione, installazione, garanzie . La durata contrattuale del noleggio operativo  può essere di 24,  36, 48 o 60 mesi, con canone mensile. Le fatture di noleggio sono normali fatture di erogazione di servizi, per cui i canoni di locazione sono considerati costi di esercizio e possono essere dedotti al 100% dall’imponibile fiscale . Ai fini IRAP non vi è incidenza sulla base imponibile: è prevista la deducibilità totale dei canoni senza la distinzione fra capitale e interessi come avviene invece per la locazione finanziaria o leasing.

I vantaggi rispetto ad altre forme di acquisto e pagamento. Aspetti finanziari:

  • Nessuna immobilizzazione di capitali
  • Non toglie la liquidità aziendale
  • Costi certi e programmati
  • Nessuna gestione dei cespiti

Noleggio operativo vs vendita o leasing: cresce la richiesta di attrezzature agricole

Il noleggio operativo di beni strumentali continua la sua crescita, grazie ai vantaggi finanziari e fiscali. A Pistoia e in Toscana, terra di agricoltura e vivaismo, sempre più aziende valutano e scelgono questa soluzione

La crescita di una impresa agricola o vivaistica è soggetta anche alla tipologia degli strumenti utilizzate. Beni strumentali relativi alle attività lavorative. rasaerba, miniraiders, trattori e trattorini, carrelli, raggio zero, turbine da neve, frese, motozzappe e via. Ovviamente anche macchinari o attrezzature informatiche, che se obsolete e di scarsa qualità possono rallentare il buon operato e diminuire l’ efficienza aziendale.

Un’ottima alternativa all’acquisto di questi e altri beni, è il noleggio a medio o lungo termine o noleggio operativo. Una soluzione finanziaria che permette di non intaccare il capitale e le linee di credito esistenti, utilizzando strumenti ninnovativi e performanti a fronte del pagamento di un canone, una rata certa, per un periodo di tempo determinato.
Per esempio le risorse che puoi noleggiare sono:

Inoleggio operativo, o locazione finanziaria, rappresenta quindi un servizio finanziario grazie al quale l’azienda agricola può accedere a numerosi vantaggi:

  • Una corretta pianificazione del flusso di cassa, spalmando i costi nel tempo.
  • L’utilizzo di strumenti sempre all’avanguardia e aggiornati che permettono il miglioramento della produzione e delle attività lavorative.
  • L’alta flessibilità e la convenienza: tutti strumenti flessibili che permettono di scegliere tra un ampio ventaglio di soluzioni al termine del contratto.

Se desideri approfondire il servizio e le aziende Partner A& P srl.

BmDay, opportunità per le piccole imprese e i giovani. Il 19 marzo a Pistoia

FIRENZE – Al Business Market Day di Confesercenti, che si svolgerà il 19 marzo alla Cattedrale ex-Breda) di Pistoia, saranno presentate anche la misure e gli aiuti offerti da Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani (ma anche dei servizi dei centri per l’impiego) varato nel 2011

“Questo appuntamento è un evento importante perché la piccola e media impresa, a cui è dedicato, è la più diffusa e quella che tiene insieme in Toscana e i territori” commenta l’assessore alle attività produttive, Stefano Ciuoffo.

Il BmDay si rivolge a chi ha un albergo, un ristorante, un bar o un negozio ed è in cerca di sviluppare la propria azienda, migliorarne la gestione o promuoverne l’attività, agli imprenditore che propongono servizi e prodotti ad altre imprese, ma anche chi un’azienda vorrebbe aprirla e i giovani in cerca di lavoro. Il format è quello degli incontri b2b, con oltre trenta aziende nazionali e internazionali presenti ma anche enti pubblici e privati. Ci saranno anche due spazi per seminari e conferenze, ininterrotte dalle 9 alle 18.

Giovanisi, www.giovanisì.it, sarà lì per presentare le opportunità che offre a chi ha meno di quaranta anni: dai tirocini agli aiuti sugli affitti per andare a vivere da soli per chi finora ha vissuto con i genitori, dal fare impresa allo studio e la formazione. In particolare al seminario in programma il 19 marzo alle 15 saranno presentate le misure sui voucher formativi per i giovani professionisti, sul cofinanziamento dei tirocini non curriculari e praticantati retribuiti, il microcredito e la creazione di impresa, il fondo giovani professionisti, lo studio e formazione. Anche i Centro per l’impiego presenteranno i propri servizi.

Scritto da Walter Forniti

(comunicato stampa Toscana Notizie)

MasterChef 7 – Kateryna, Simone o Alberto, chi vedremo a Pistoia?

Domani sera su Sky la finale di MasterChef 7. Per la terza volta consecutiva il vincitore, o la vincitrice farà la prima uscita a Pistoia. #GustaPistoia dal 14 al 17 marzo. Ci saranno anche il vincitore di Hell’s Kitchen e la vincitrice di MasterChef Olanda 1016

MasterChef Italia, il food talent più seguito in Italia, arriva alla fase finale. Domani giovedì 8 gli appassionati di enogastronomia scopriranno il vincitore:  Simone Scipioni, Alberto Menino e Kateryna Gryniukh sono i tre finalisti della settima edizione di MasterChef Italia che si contenderanno la vittoria. Dei tre Alberto sembra quello con meno possibilità, ma spesso i pronostici sono sovvertiti.

I vincitori delle due precedenti edizioni, Erika Liverani (con Lorenzo de Guio e Maradona)  e Valerio Braschi (con Rubina Rovini e lo chef pluristellato Igles Corelli), hanno fatto la loro prima uscita a Pistoia. Partecipando a #GustaPistoia, il tour enogastronomico e culturale organizzato dal food blogger Armando Alibrandi, tra l’altro nostro redattore, e il Consorzio Turistico Città di Pistoia.

Per la terza edizione di #GustaPistoia, in programma dal 14 al 17 marzo, saranno anche ospiti il vincitore della ultima edizione di Hell’s Kitchen Mohamed Lamnaour, il talent presentato da Carlo Cracco,  e la vincitrice di MasterChef Olanda 2016 Hilde van Maanen. Una occasione per ampliare la visibilitàa, grazie ai social, della nostra enogastronomia. Gli ospiti infatti, oltre che incontrarsi con gli appassionati, avranno modo di interagire con gli chef pistoiesi e condividere le loro impressioni in rete. Argomento la buona tavola e la cultura. Con ampio spazio ai talk e agli show cooking.

Come nelle precedenti edizioni di #GustaPistoia ci saranno anche altri importanti ospiti: concorrenti di programmi televisivi e chef stellati.

Non ci resta che aspettare giovedì sera per conoscere il vincitore e il dettaglio degli eventi. Sicuramente due pranzi e tre cene, una delle quali stellata, non dovrebbero mancare. #GustaPistoia

SMAU arriva nella città leader dell’innovazione in Europa: il 3 e 4 maggio a Londra

SMAU ARRIVA NELLA CITTA’ LEADER NELL’INNOVAZIONE IN EUROPA: IL 2-3 E 4 MAGGIO LA PRIMA TAPPA DI SMAU | ITALY RESTARTS UP IN LONDON 

La città, con un ecosistema che va dalle 4.300 alle 5.900 startup attive, oltre 70 spazi di coworking, 36 incubatori e acceleratori, è la meta ideale dove fare impresa in ambito digitale e dove trovare un ecosistema dell’innovazione preparato e interessato ad entrare in contatto con nuove idee e progetti di respiro internazionale: nel 2017 gli investimenti in VC hanno raggiunto i 7,8 miliardi di dollari.
Smau si prepara ad approdare per il primo anno a Londra, il 2, 3 e 4 maggio con la prima tappa di Smau | Italy RestartsUp in London. L’evento, realizzato in collaborazione conICE | Italian Trade Agency, punta a dar vita a nuove relazioni internazionali, partnership e connessioni tra l’ecosistema dell’innovazione londinese e una selezione di 40 startup italiane, i principali incubatori, acceleratori, luoghi dell’innovazione e i diversi sistemi regionali impegnati nel fornire supporto all’internazionalizzazione delle imprese.
Londra è a tutti gli effetti il primo centro dell’innovazione in Europa: l’edizione 2017 del Global Startup Ecosystem Ranking posiziona la città al terzo posto nella classifica mondiale, subito dopo la Silicon Valley e New York. Un podio conquistato in soli due anni: nel 2015 la stessa classifica vedeva Londra al sesto posto, dopo Los Angeles, Boston e Chicago, ma sempre prima di Berlino, Parigi e Amsterdam, le altre città europee citate nella classifica, insieme alla new entry Stoccolma. Con un ecosistema che conta dalle 4.300 alle 5.900 startup attive, il quarto più ricco al mondo, Londra rappresenta quindi il miglior ambiente in Europa dove far crescere il proprio business. Il suo potente braccio finanziario, infatti, fornisce alle startup ampie opportunità di crescita, grazie alla vicinanza con alcune delle più grandi banche del mondo, sofisticati fondi VC e aziende tecnologiche come Apple, Google e Facebook. Nel 2017 sono anche duplicati gli investimenti dei Venture Capital passando da 4.2 miliardi di dollari a 7.8 e, sempre nell’ultimo anno, sono stati 22 i round di investimento che hanno superato i 50 milioni di dollari, rispetto ai 9 del 2016.
Alcuni dei Partner di A&P srl noleggio operativo beni strumentali

“Attraverso Smau Londra vogliamo dare l’opportunità alle nostre startup di incontrare questo ecosistema, realizzare nuove partnership e confrontarsi con chi ne fa parte per trarne nuovi spunti per realizzare prodotti e servizi d’eccellenza in grado di conquistare i mercati internazionali. Il modello che seguiremo è quello dell’Open Innovation, favorendo quindi l’incontro e lo scambio con quelle realtà aperte all’innovazione proveniente dall’esterno e fortemente interessate ad entrare in contatto con l’innovazione Made in Italy” spiega Pierantonio Macola, Presidente di Smau.

Italy RestartsUp in London, in collaborazione con SMAU, è l’appuntamento che rafforza la nostra strategia a sostegno dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e la crescita delle Start-up Italiane” aggiunge Roberto Luongo, Direttore di ICE – Italian Trade Agency di Londra.

La call per partecipare alla prima edizione di Smau Londra è aperta sul sito www.smau.it. La call riguarda principalmente le startup innovative che offrono soluzioni e prodotti b2b pronti per il mercato negli ambiti di maggior interesse di sviluppo per il mercato UK: Fintech, Life Science, Artificial Intelligence, Agrifood, Smart Manufacturing.

Tra le startup selezionate vi saranno anche le vincitrici dell’edizione 2017 del Premio Lamarck che hanno scelto la capitale britannica per presentarsi a livello internazionale: Smartme.Io, startup di Messina, ospitata all’interno dell’area Intel e vincitrice del Premio Lamarck di Smau Milano, che si occupa della progettazione e dell’implementazione di prodotti basati sulla combinazione di tecnologie IoT open e low cost con tecnologie Cloud basate su piattaforma OpenStack per offrire soluzioni innovative per sistemi di Metering, Devices e Fleet Management, Monitoring, Crowdsensing e altri aspetti degli Smart Environment.
Tra le startup già confermate anche Immensive, startup di Caserta che sviluppa applicativi di Realtà Virtuale Immersiva e Realtà Aumentata al fine di semplificare processi produttivi e progettuali di aziende e studi di progettazione. La startup si rivolge in particolare ai settori dell’Architettura, dell’Ingegneria e del Marketing ai settori dei Beni Culturali e del Turismo per la valorizzazione del patrimonio culturale e per la promozione dei siti di interesse, alle industrie ed al settore Medicale per supportare le odierne metodologie di training.
E’ di Avellino, ma con una sede già avviata in UK, la startup Roll Studio, vincitrice del Premio Lamarck di Smau Napoli. Roll Studio è una pluri-premiata creative digital production agency specializzata nella creazione di soluzioni web, mobile e installazioni interattive, dal carattere innovativo e coinvolgente.
Le startup selezionate avranno l’opportunità di partecipare alla cena di networking in programma presso l’Ambasciata Italiana a Londra la sera del 2 maggio, alla presenza dei rappresentanti istituzionali delle Regioni coinvolte, delle startup selezionate e degli investitori e corporate UK coinvolti nell’iniziativa. La giornata successiva, il 3 maggio, sarà dedicata agli incontri di networking e alle presentazioni delle startup partecipanti che, negli spazi del The Old Truman Brewery, esporranno i loro prodotti e servizi e si presenteranno, nell’ambito degli speed pitching tematici, ad un pubblico di imprese e protagonisti della scena dell’innovazione londinese. Nell’arco della giornata, un programma di eventi tematici riunirà startup italiane, corporate, investitori e istituzioni per confrontarsi sulle principali aree di sviluppo dell’innovazione nella città. Tra i protagonisti degli eventi tematici vi sarà iStarter, acceleratore italiano con sede a Londra con cui sarà organizzato l’ultimo panel della giornata che riunirà due equity partners di iStarter e due imprenditori Italiani che hanno raggiunto importanti successi a Londra.
Il 4 maggio si terrà un tour degli incubatori e acceleratori di Londra: un’occasione per raccogliere nuove idee e nuovi spunti visitando in prima persona i principali centri dell’innovazione, confrontandosi con startup, incubatori, imprese e con coloro che giocano un ruolo di rilievo nel principale Hub dell’innovazione in Europa.
comunicato stampa

Mantenere l’automobile: in Italia si spendono 1.515 euro

Per mantenere l’automobile in Italia si spendono in media 1.515 euro ogni anno. La Campania è la regione dove i costi sono più alti, 2.156 euro, mentre in Friuli Venezia Giulia rilevata la spesa minore (1.117 euro). A incidere maggiormente sul costo fisso annuo per l’auto è la spesa per il carburante (53% in media), seguita da quella per l’assicurazione auto (24,8%), a da bollo e revisione (11,3%). Sono le principali evidenze dell’ultimo osservatorio di SosTariffe.it.

Contrariamente a quanto si possa pensare non è l’assicurazione auto a incidere maggiormente sulla spesa fissa annua che si deve sborsare per mantenere l’automobile: secondo l’ultimo osservatorio di SosTariffe.it ogni anno, in media, gli italiani spendono 1.515 euro per poter rispettare tutti gli obblighi di legge in materia di auto e utilizzare la propria vettura.

Tra le voci di costo che incidono di più c’è il costo per il carburante, mentre la regione dove si spende la cifra più alta è la Campania. Per ricavare una stima il più verosimile possibile, SosTariffe.it ha effettuato tutte le rilevazioni prendendo come auto di riferimento, una tra le più vendute in Italia: la Panda.

In Campania i costi più alti per l’auto: 2.156 euro

Tra le evidenze dei dati presentati da SosTariffe.it c’è il dettaglio dei dati per tutte le regioni italiane, ordinate in base al costo annuo totale che in media di spendono per l’auto. La Campania è la regione con i salassi maggiori: qui il costo è di 2.156 euro, di cui il 44% è destinato all’assicurazione auto (941 euro), il 38,4% al carburante (828 euro) e il restante 9% (194 euro) viene impiegato per sovvenzionare il < span size=”2″ style=”font-size: small;”>bollo auto e la revisione.

Il Friuli Venezia Giulia è la regione con il costo fisso annuo per l’auto più basso. Qui guidare una macchina sembra essere davvero conveniente: 1.117 euro all’anno (circa 400 euro in meno rispetto alla media nazionale). Tra le altre regioni dove la vita degli automobilisti sembra essere più economica troviamo la Valle D’Aosta (1.260 euro) e l’Emilia Romagna (1.314 euro).

Spesa per rifornire l’auto: salasso in Molise, i liguri si confermano risparmiatori

Come già accennato la spesa che incide maggiormente (circa il 52,6%) sul costo annuo per l’auto è quella che viene impiegata per rifornire di carburante l’auto. La regione con la spesa maggiore pare essere, secondo la rilevazione di SosTariffe.it, il Molise. In quest’area si spendono ogni anno circa 1.174 euro per il carburante (pari a circa il 62,6% del costo annuo complessivo per l’auto).

Questo dato non dipende tanto dal costo della benzina, che in Molise è in linea con la media italiana, ma quanto per il numero di km percorsi in auto dagli abitanti di questa regione, 15.000 circa, tra i più alti d’Italia.

Tra le altre regioni dove la spesa per il carburante supera i 1.000 euro annui, troviamo l’Umbria (1,162 euro e 15.000 km annui percorsi) e il Veneto(1.061 euro annui spesi in benzina per percorrere oltre 13.900 km).

risparmiare di più alla stazione di rifornimento sono i guidatori di Sicilia, Lazio, Marche, Liguria, Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia dove il costo per la benzina non arriva ai 700 euro annui.

In Liguria, in particolar modo, si è arrivati ad avere questi costi a fronte della rinuncia parziale dell’utilizzo dell’auto: in questa regione , infatti, il costo del carburante è tra i più alti d’Italia (oltre 1.6 euro al litro) e i liguri hanno deciso di utilizzare l’auto solo per poco più di 7.800 km l’anno, in modo da riuscire a risparmiare.

RC e bollo auto: non sono tra le spese che incidono di più

Nonostante rappresenti circa il 24,8% della spesa totale annua per l’auto, l’assicurazione non è quella che ha più peso su questi costi fissi. Nel nostro Paese mediamente si spendono 375 euro(dato riferito alla Fiat Panda) per assicurare un autoveicolo, e la regione, da sempre, dove questo costo è più alto è la Campania.

Qui la spesa supera i 940 euro, ma non è sempre vero che più si sale al Nord e più questa voce di spesa si assottiglia. Anche se il Friuli Venezia Giulia rimane la regione con il costo RC più basso (appena 188 euro), tra le altre zone con le assicurazioni auto più convenienti troviamo la Basilicata (244 euro), l’Emilia Romagna (279 euro), l’Abruzzo (290 euro) e la Sardegna (293 euro).

Bollo auto – tra le tasse più odiate dagli italiani – e revisioni incidono poco sulle spese fisse analizzate da SosTariffe.it: poco più dell’11%, con un costo medio di 171 euro. Le regioni dove questa spesa supera la media nazionale sono Campania, Abruzzo, (dove bollo e revisione hanno i costi più alti, 194 euro l’anno) e seguire Veneto, Calabria, Liguria, Lazio, Marche, Molise e Toscana.

L’unica spesa sulla quale si può agire per ottenere un risparmio immediato è quella per l’assicurazione auto. Per individuare le proposte migliori per assicurare l’auto è utile consultare il comparatore di SosTariffe.it, grazie al quale sono stati rilevati alcuni dei dati su cui si basa questo studio: https://www.sostariffe.it/assicurazioni/auto 

comunicato stampa SoS Tariffe

Noleggio operativo: crescono le Aziende partner di A&P

Crescono le richieste di noleggio operativo da parte di Aziende che intendono approfittare degli indubbi benefici fiscali e finanziari. Crescono le Aziende partner, fornitori di beni strumentali. Ben diciotto a Pistoia.

Una intera pagina sul quotidiano La Nazione per dare il benvenuto ai Partner. Fornitori di beni strumentali che offrono alle Aziende loro Clienti le opportunità del noleggio operativo. Coprendo una vasta gamma di articoli e ovviamente si tratta di prodotti di qualità:

  • progettazione e vendita di arredamento per negozi, uffici, contract, strutture pubbliche e private
  • impianti telefonici e centralini
  • arredi per esterni
  • impianti di climatizzazione
  • impianti elettrici industriali
  • computer – notebook – tablet – Apple
  • telefonia mobile e fissa
  • carrelli elevatori e compressori
  • cucine professionali per ristoranti
  • server office it
  • attrezzature per la ristorazione
  • registratori di cassa
  • attrezzature agricole
  • impianti di allarme e videosorveglianza
  • arredamento per ufficio

 

Modem Libero: con la liberalizzazione possibili risparmi oltre il 50%, il centro Nord il più interessato al modem incluso

Con l’eventuale abolizione del modem obbligatorio contestuale all’attivazione delle tariffe ADSL e fibra a favore dell’acquisto del router separato dalle tariffe (sul tema Agcom ha avviato una consultazione pubblica) chi ha sottoscritto un’offerta Internet potrebbe risparmiare oltre il 50% della spesa attuale. Uno studio di SosTariffe.it fa luce su quanto ci costa oggi il modem di casa e quanto si risparmierebbe potendo scegliere un modem in autonomia. Tuttavia il 57% delle tariffe internet prevede un modem gratuito incluso. Ad essere più interessate al modem incluso nelle tariffe ADSL e Fibra sono le regioni del Nord (Trentino Alto Adige, Valle D’Aosta e Piemonte).

In Italia non è sempre possibile per i consumatori scegliere liberamente il modem da utilizzare a casa, per connettersi da linea fissa e sfruttare l’abbonamento ADSL o Fibra acquistato. I vari operatori telefonici infatti, in alcuni casi, impongono agli utenti finali l’acquisto dei propri servizi in abbinamento a un modem Wi-Fi.

Da alcuni utenti questo potrebbe essere visto come un vero e proprio abuso contrattuale che costringe a navigare tramite l’apparecchio fornito dal gestore, su cui l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) intenzionata a intervenire, ha appena avviato una consultazione pubblica.

In un nuovo studio, SosTariffe.it ha stimato l’attuale spesa media totale per il modem obbligatorio e quanto si risparmierebbe se ciascun utente finale potesse usare un modem di proprietà. L’indagine ha analizzato i diversi costi previsti oggi per abbonamenti con router obbligatorio, opzionale o gratuito.

È stato inoltre rilevato l’interesse degli utenti di SosTariffe.it verso il modem incluso nelle offerte ADSL e fibra: i più interessati risiedono nelle regioni del Nord (a partire da Trentino Alto Adige, Valle D’Aosta e Piemonte), mentre la regione del Sud più invogliata a sottoscrivere un abbonamento con modem è la Campania.

Le offerte con modem gratuito incluso sono le più diffuse

Il caso più diffuso è quello della tariffa che include un modem gratis. Per fortuna la maggior parte delle offerte veicolate dai provider (57%) offre il dispositivo in regalo ai propri clienti al momento della sottoscrizione di un abbonamento internet. In genere il valore medio degli apparecchi ricevuti in omaggio con queste tariffe è di 87,25 euro.

Quando viceversa il provider impone l’acquisto obbligatorio del router compreso nel pacchetto sottoscritto, in media questo viene venduto a 114 euro (di solito rateizzato in 12, 24 o 48 mesi e incluso in bolletta). Se scegliessimo di acquistarlo in soluzione separata, lo pagheremmo 56,50 euro. Ciò significa che acquistandolo a parte, in autonomia, risparmieremmo in percentuale il 50,4%, ossia 57,50 euro. Tra le attuali offerte sul mercato, le tariffe che impongono l’acquisto obbligatorio del modem sono solo il 35% del totale.

Un esiguo 9% delle offerte infine, prevede l’acquisto opzionale del modem. In questi casi il consumatore è libero di acquistare il router fornito dalla compagnia o meno. Se approfitta dell’occasione fornita dal provider, spenderà in media 147,60 euro. In caso contrario l’apparecchio gli costerà 64,50 euro, con un risparmio di 83,10 euro, pari al 56,3%.

Modem gratis incluso nelle offerte internet: il Nord più interessato

SosTariffe.it ha analizzato anche l’interesse che gli utenti del sito hanno dimostrato, nel 2017, verso le offerte con modem incluso nelle tariffe ADSL e Fibra.

Il risultato dimostra, come prima evidenza, che circa l’1% degli italiani, che effettuano una comparazione delle tariffe ADSL su SosTariffe.it, è interessato ad avere il modem abbinato alle tariffe.

Gli utenti più invogliati a richiedere una tariffa ADSL e Fibra, con modem incluso, risiedono in Trentino Alto Adige. Qui l’1,8% di chi ha utilizzato il comparatore ADSL desidera il modem in abbinamento alla tariffa.

Anche Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta presentano percentuali di utenti, che desiderano un modem insieme all’offerta ADSL, che superano l’1.5%.

Al Sud l’unica regione che pare abbia interesse per queste offerte è la Campania, dove circa l’1,2% degli utenti ha scelto il modem incluso tra le opzioni per attivare una tariffa ADSL o Fibra.

La net neutrality, diritto riconosciuto dall’Ue

Ciascun utente ha diritto ad accedere al web in base al principio di neutralità della rete, la cosiddetta net neutrality, sancita dal Regolamento europeo n. 2120 del 2015. Che cosa significa? Come si legge nel testo: “Gli utenti finali dovrebbero avere il diritto di accedere a informazioni e contenuti e di diffonderli senza discriminazioni, tramite il loro servizio di accesso a internet. […] I fornitori di tali servizi dovrebbero trattare tutto il traffico allo stesso modo, senza restrizioni o interferenze”.

Pertanto gli utenti non dovrebbero essere mai costretti ad accettare il modem del provider cui si abbonano, ma viceversa dovrebbero godere di piena libertà di scelta dell’apparecchio da usare per connettersi, come specificato nel punto 5 dello stesso regolamento “I fornitori di servizi di accesso a Internet non dovrebbero imporre restrizioni all’utilizzo di apparecchiature terminali che collegano alla rete”.

Il regolamento è vincolante per tutti i paesi UE, Italia compresa, ma a oggi non riceve ancora attuazione concreta nel nostro Paese. Pertanto l’Agcom, il Garante delle comunicazioni, ha avviato una consultazione pubblica di trenta giorni, in cui raccogliere pareri sull’argomento, online sul proprio sito dallo scorso 6 febbraio. Al termine del periodo previsto, l’Authority dovrebbe emanare un provvedimento teso ad adeguare il Belpaese ai principi europei di neutralità della rete.

In attesa dell’auspicata riforma, per individuare le offerte Internet per la casa dotate di modem gratuito è possibile utilizzare lo strumento di comparazione delle tariffe ADSL e fibra ottica con modem incluso di SosTariffe.it che permette di confrontare tutte le proposte delle principali compagnie attive in Italia.

(Comunicato stampa Sos Tariffe)