Offerte fibra dal 2013 ad oggi: la mille Mega traina prezzi e copertura

Prezzi più bassi fino al 35% per le offerte in fibra ottica, una copertura che cresce ogni anno e nuove tariffe in fibra 1.000 Mega potenzialmente attivabili da circa il 22% della popolazione italiana. È questa la fotografia delle tariffe in fibra ottica nel nostro Paese, secondo l’ultimo osservatorio pubblicato da SosTariffe.it, che ha calcolato l’evoluzione dei prezzi e la copertura in fibra ottica per regione dal 2013 a oggi.

In linea con una politica di forte espansione, la diffusione della fibra ottica in Italia non sembra rallentare, complici anche i prezzi sempre più bassi. Un nuovo studio condotto da SosTariffe.it dimostra che, sin dal 2013, i costi sostenuti per le offerte in fibra ottica sono in calo fino al 35% e che la differenza di prezzo che esiste tra costi per attivare la connessione Internet in ADSL rispetto a quella in fibra ottica si è ridotta.

L’analisi del portale di confronto ha anche rilevato che circa il 22% della popolazione italiana è potenzialmente raggiungibile dalle nuove tariffe in fibra 1.000 (comparse nell’ultimo anno), le quali assicurano una velocità in download di ben 1000 Mbit/s; i risultati dello studio confermano, inoltre, che sono le regioni Campania e Lazio quelle con la maggior quantità di abitanti che potenzialmente possono accedere a queste offerte, che sono al momento le più performanti di sponibili sul mercato.

Lo Studio di SosTariffe.it: come è stato condotto

L’indagine di SosTariffe.it ha analizzato l’evoluzione dei prezzi, dal 2013 al 2017, nell’ambito delle offerte fibra ottica e ADSL. A tale fine, è stato preso in esame il costo medio periodico del primo anno di fornitura, comprensivo di tutti gli eventuali costi aggiuntivi (attivazione e modem obbligatorio), delle diverse tariffe in fibra ottica (100, 200-500 e 1000 Mbit/s) e ADSL (7-20 Mbit/s) attive in Italia.

In più, il portale ha voluto indagare l’attuale copertura delle nuove tariffe in fibra 1.000 introdotte lo scorso anno, prendendo in considerazione la percentuale della popolazione italiana potenzialmente raggiungibile dalle offerte in fibra più veloci. A questo scopo sono stati isolati i comuni raggiunti dalle offerte fibra 1.000 e – in base agli abitanti di ciascun comune – è stata calcolata la percentuale di incidenza sul totale della popolazione italiana. Non tutte le abitazioni dei comuni ad oggi raggiunti dalla fibra 1.000 sono cablate, ma questi centri rappresentano i punti di partenza scelti dagli operatori per testare questa velocità e indicativamente quei territori dove – prima degli altri – verrà estesa interamente la copertura.

Infine, SosTariffe.it ha stimato la velocità di download media di ogni regione considerando unicamente i comuni raggiunti dalle offerte in fibra 1.000, e confrontando i dati con quelli del 2016, prima della loro introduzione, per valutare quanto abbia inciso l’introduzione di questa nuova velocità di connessione.

Offerte connessioni in fibra Ottica: ribassi del 35%

Come si evince dallo studio di SosTariffe.it, i prezzi delle tariffe ADSL e fibra ottica sono in evidente diminuzione a partire dal 2013.

Nel caso delle offerte ADSL (con velocità da 7 a 20 mega), rispetto al 2013, il costo medio del primo anno di attivazione – durante il 2017 – è sceso di quasi il 15%, anche se rispetto all’anno scorso si registra un incremento del 3,5% circa (complice il passaggio al rinnovo ogni 28 giorni). Il prezzo medio nel 2013 era di 27,4 Euro contro i 23,3 Euro richiesti dai provider quest’anno.

Nel caso della fibra ottica, lo studio di SosTariffe.it dimostra come continui la flessione dei prezzi, in concomitanza con la maggior diffusione del servizio.

In particolare, le offerte in fibra 100 mega dal 2013 al 2017 sono passate da un prezzo medio per il primo anno di 36 Euro a uno di 23 Euro circa, che si traduc e in un calo del 35,23% sulla spesa sostenuta. Rispetto al 2016, inoltre, la flessione è pari al 4,6%.

Meno evidente, seppur sempre rilevante, la diminuzione dei prezzi sostenuti per le offerte in fibra da 200 a 500 mega nell’ultimo anno; nel dettaglio, il costo medio per il primo anno di queste tariffe ammontava a 26 Euro circa nel 2016, mentre oggi si pagano i n media 21,6 Euro, ovvero il 16,6% in meno.

Le offerte in Fibra 1.000 comparse l’anno scorso, infine, costano in media 23,7 Euro, ovvero soltanto 2 Euro in più rispetto a quelle che offrono velocità di navigazione in download fino a 200 – 500 Mbit/s.

Campania e Lazio le regioni più coperte dalla fibra 1.000

Analizzando le regioni italiane con la percentuale di popolazione potenzialmente raggiungibile dalle offerte in fibra 1.000, lo studio di SosTariffe.it dimostra che sono Campania e Lazio quelle con il maggior numero di abitanti che disporrebbero di connessioni a tale velocità.

In particolare, oggi la fibra ultra veloce è potenzialmente attivabile dal 22,25% degli italiani, ma la distribuzione degli abitanti che potenzialmente possono accedere a queste offerte non è omogenea.

Nel dettaglio, il 4,8% della popolazione dei comuni raggiunti da fibra 1.000 si trova in Campania, mentre la percentuale del Lazio è del 4,7%. Quasi il 3% degli italiani che oggi potrebbe disporre di questa tecnologia risiede in Lombardia, mentre Sicilia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto hanno percentuali che oscillano dall’1,4% al 1,6%.

Molto minore, invece, la diffusione dalla fibra 1.000 – in termini di abitanti raggiunti – nelle Marche e in Trentino Alto Adige, dove risiedono rispettivamente soltanto lo 0,17% e lo 0,19% di italiani che possono accedere a offerte con queste velocità.

Già in uno studio precedente, SosTariffe.it aveva riscontrato come fossero le regioni meridionali quelle con più accesso alle tecnologie in fibra ottica, nonché con le velocità di navigazione maggiori: questo è in parte dovuto ai Bandi Eurosud, che hanno incentivato l’espansione della fibra ottica nel Sud del nostro Paese.

L’introduzione di queste connessioni iper-veloci ha comportato un notevole miglioramento delle velocità di navigazione in tutta Italia, principalmente in Umbria e in Sardegna, dove in un anno la velocità massima raggiungibile con la fibra ottica è cresciuta rispettivamente del 196% e 189%.

Navigano molto più velocemente, grazie a queste nuove offerte, anche gli abitanti della Campania (+114%) e del Piemonte (+108%) che hanno la fortuna di risiedere in un comune coperto dalla fibra di ultima generazione. Meno evidente, invece, il miglioramento delle velocità di navigazione degli utenti delle Marche e la Puglia, dove, sempre nei comuni raggiunti da fibra 1.000, l’incremento delle velocità è stato rispettivamente del 13% e il 14% dopo l’introduzione di queste nuove offerte.

Per individuare le offerte fibra ottica e ADSL più convenienti è possibile utilizzare lo strumento di comparazione di SosTariffe.it che consente di confr ontare tutte le proposte delle principali compagnie attive in Italia: https://www.sostariffe.it/confronto-offerte-adsl/fibra-ottica

SosTariffe.it mette anche a disposizione il tool per verificare la copertura ADSL e Fibra ottica: https://www.sostariffe.it/adsl/verifica-copertura/

 

Allegati

Foto 1: tabella riepilogativa dei costi medi mensili divisi in base alle velocità nominali commercializzate dal 2013 a ottobre 2017.

Infografica: cartina riepilogativa delle regioni raggiunti da fibra 1000 con le relative percentuali di popolazione raggiungibile da questa velocità, calcolata da SosTariffe.it a ottobre 2017.

(fonte: comunicato SOS Tariffe)

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Cybersecurity, la Regione mette a disposizione delle PA toscane il proprio cloud

Cybersecurity, la Regione mette a disposizione delle PA toscane il proprio cloud

Firenze – Un cloud unico per tutte le pubbliche amministrazioni toscane: un luogo sicuro dove raccogliere dati e far girare applicazioni. E un supporto, in termini di expertise, anche per le piccole e medie imprese, che è opportuno che facciano squadra per affrontare questi temi.

La proposta, che è prima di tutto anche un auspicio di una risposta positiva da parte di tante amministrazioni, arriva dall’assessore ai sistemi informativi e al rapporto con gli enti locali della Toscana, Vittorio Bugli, che ne parla durante un convegno organizzato stamani, nel salone delle feste di Palazzo Bastogi in via Cavour a Firenze, dalla Confesercenti assieme al Consiglio regionale, in collaborazione con il Centro interdipartimentale di studi strategici, internazionali e imprenditoriali dell’Università di Firenze.

Nell’era digitale, la sicurezza in rete diventa infatti strategica. Da lì passano sempre più dati. Si fanno acquisti; sulla rete si affacciano i server delle aziende con i loro archivi densi di informazioni e con l’avvento dell’industria 4.0 sempre più macchine dialogano tra loro. Ma la rete entra anche nelle case, con la domotica e i cloud da salotto; si connettono alla rete i veicoli e gli apparecchi medici. Ed è evidente che in un simile scenario investire in sicurezza diventa fondamentale: anche per la pubblica amministrazione.

Il Tix per tutte le Pa 
“Abbiamo utilizzato risorse pubbliche per portare la banda larga ovunque”, sottolinea l’assessore Bugli. “L’abbiamo fatto e lo stiamo facendo anche per la banda ultralarga, perché senza un’adeguata e diffusa connessione veloce ad internet un territorio oggi rischia di non essere più competitivo. Un’autostrada telematica è infatti importante quanto una strada. Ora però il nostro obiettivo deve essere quello di avere una pubblica amministrazione che non abbia falle. Per farlo, oltre a rispettare tutti i protocolli nazionali (e la Regione Toscana lo fa) la strategia dovrebbe essere quella di tenere le varie pubbliche amministrazioni il più possibile assieme”. Un Comune, non solo piccolo ma anche medio, può infatti non avere risorse e personale adeguati per costru ire un ambiente sicuro su cui far viaggiare applicativi e servizi on line. “La Regione – riprende l’assessore – ha invece investito a suo tempo in un data center, il Tix, che sempre più sta diventando anche un cloud. Insieme ad Anci, nel nostro percorso per l’agenda digitale toscana, stiamo parlando con i Comuni per metterlo a disposizione di tutti. E molti hanno già aderito”. In centoventi, non solo amministrazioni comunali, hanno rinnovato la convenzione che scadeva ad agosto. Tra i trenta e sessanta ulteriori lo stanno facendo o hanno deciso di entrarvi per la prima volta.

Un gruppo di supporto per le Pmi
Ma l’assessore va ancora oltre. “Questo modello – dice – può valere anche per le imprese poiché in Toscana, come del resto in Italia, le aziende hanno prevalentemente dimensioni medio-piccole e pertanto è per loro difficile adeguarsi singolarmente alle esigenze di sicurezza sulla rete. Stiamo costruendo un protocollo con tutte le università della Toscana per costituire un gruppo di supporto capace di dare le giuste indicazioni alle pubbliche amministrazioni ma anche alle imprese e che sia in grado di monitorare l’evoluzione della sicurezza digitale del sistema toscano”.

Servono più esperti
C’è però un gap di conoscenza e professionalità da colmare. “Per far fronte alle sfide crescenti che l’era digitale pone – spiega Bugli- serve, e servirà ancora di più in futuro, personale altamente specializzato. Per questo è necessario investire in istruzione, perché le università toscane, che già lo fanno, riescano a mettere a disposizione in quantità maggiori giovani adeguatamente preparati”. Ce n’è bisogno e potrebbe rivelarsi anche un importante sbocco occupazionale.

Stamani tanti esperti e addetti ai lavori hanno partecipato al convegno. Dopo l’apertura del presidente di Confesercenti Toscana Nico Gronchi e di Luciano Bozzo, presidente del corso di laurea magistrale in relazioni internazionali e studi europei dell’Università di Firenze, hanno preso la parola Corradino Corradi di Vodafone, che ha ricordato come il 2017 sia stata l’anno record in termini di violazione dei dati aziendali, e Nunzia Ciardi della Polizia Postale, che ha raccontato alcuni dei modi utilizzati per commettere crimini nel cyberspazio. Al convegno è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale toscano Eugenio Giani e Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti.

(comunicato Toscana Notizie – scritto da Walter Fortini)

MefitPescia: soddisfazione per la manifestazione FioreColore

Si è svolta domenica 12 e lunedì 13 novembre al Mercato Fiori e Piante della Toscana (Mefit) di Pescia la prima edizione di “FioreColore”, evento dedicato alla promozione dei prodotti florovivaistici locali, con particolare attenzione alla calla (Zantedeschia aethiopica), vero fiore di punta della produzione pesciatina.

Domenica 12 l’evento era aperto al pubblico, che ha partecipato numeroso assistendo con grande interesse alle spettacolari dimostrazioni di composizione floreale della pluripremiata floral designer olandese Dini Holtrop. Molto apprezzato anche il mercatino di piante e fiori di produzione locale.

Sono senz’altro soddisfatto per la buona riuscita di questo evento – commenta Antonio Grassotti, presidente del Mefit – che rappresenta uno dei primi passi dell’attività di marketing per il rinnovamento e il rilancio del Mercato. Gli operatori del mercato e le aziende del territorio hanno risposto collaborando fattivamente al successo dell’iniziativa e di questo li ringrazio”.

Lunedì 13 la giornata è stata invece dedicata e riservata agli operatori e ai professionisti, per i quali Dini Holtrop ha tenuto una masterclass di composizione floreale e ha svelato le tendenze in fatto di colori e materiali per il flower design: per l’inverno a dominare saranno il bianco, l’argento, l’oro, mentre per le altre stagioni il trend sarà il multicolore; per i materiali prosegue la tendenza del richiamo alla natura con il legno grezzo, e lo stile shabby chic con il ferro battuto e tutto ciò che è rustico. Tra i fiori proposti per composizioni e bouquet: Nerine bowdenii, Calle, Lisianthus (Eustoma Grandiflorum), Pilea peperomioides, oltre ai diversi Eucaliptus commercializzati nel mercato, che hanno un tocco argentato che li rende particolarmente eleganti. Dopo qualche anno di scarso interesse, stanno inoltre tornando di moda le piante da interno, sia verdi che fiorite.

Nel corso della mattinata l’Associazione Nazionale Piante e Fiori d’Italia ha presentato l’evoluzione del suo marchio registrato “Piante e Fiori d’Italia” come marchio di origine dei prodotti florovivaistici italiani. Solo i produttori che aderiranno al disciplinare potranno apporre questo marchio ai loro prodotti, a condizione che la parte prevalente del loro ciclo avvenga in Italia. Ovviamente le aziende devono essere sottoposte a un accreditamento.

Il Mercato dei Fiori di Pescia

Il Mercato dei Fiori di Pescia registra 542 aziende ufficialmente iscritte, suddivise tra produttori (234), commercianti (248), trasportatori (13) ed attività correlate (47).

Per quanto riguarda i produttori, il 98% circa arriva dalla Toscana, circa il 70,5% dalla provincia di Pistoia e quasi il 25% da quella di Lucca. Le aziende che hanno la sede nel comune di Pescia costituiscono circa il 53% del totale.

Con il recente cambio di gestione e il passaggio al Comune di Pescia, il MEFIT di Pescia (Mercato Fiori Piante Toscana, ora Azienda Speciale del Comune di Pescia) ha avviato un percorso di rinnovamento e valorizzazione.

La proprietà dell’intera area dell’ex Comicent, infatti, posizionata nella zona centrale di Pescia e sede del Mercato Fiori e Piante della Toscana, lo scorso dicembre 2016 è passata dalla Regione Toscana al Comune di Pescia. Il passaggio si è concretizzato attraverso la definizione di un apposito “Protocollo di Intesa”, con il quale è stata istituita una “Cabina di Regia” con lo scopo di attuare l’“Accordo di Programma” all’interno del quale la Regione Toscana si è impegnata ad erogare un contributo per il miglioramento della sicurezza e della funzionalità della struttura, mentre il Comune di Pescia si è impegnato a proseguire la gestione del servizio pubblico di mercato dei fiori, e a finanziare in parte e a coordinare l’elaborazione di un progetto per la valorizzazione multifunzionale del Comicent.

Ed è questa “Cabina di regia la vera novità perché riunisce dopo molti anni tutti gli attori principali del settore floricolo del territorio: la Regione Toscana, il Comune di Pescia e le Organizzazioni professionali. Al MEFIT è stato affidato dal Comune il ruolo di “coordinatore” della Cabina di Regia.

(fonte comunicato stampa)

L’Accademia delle Imprese Europea e l’internazionalizzazione dei prodotti identitari territoriali

L’Accademia delle Imprese Europea avvia il Contratto di Rete Enoagriart per l’internazionalizzazione dei prodotti identitari territoriali

Costituito il “Contratto di Rete Enoagriart”, voluto e realizzato dall’Accademia delle Imprese Europea, per la commercializzazione e l’internazionalizzazione dei prodotti identitari territoriali.

Le Città di Apricena e Cerignola, in provincia di Foggia, rispettivamente sedi della piattaforma commerciale e della logistica, sono i primi punti fermi che consentiranno di pianificare e programmare l’export del patrimonio italiano culturale e produttivo in tutto il mondo.

L’Accademia delle Imprese Europea rende concreto, così, il suo sostegno alle piccole e medie imprese che trovano difficoltà a uscire dai propri mercati di riferimento, attivando una rete di servizi che le assistano fuori dai confini locali.

Il presidente dell’Accademia delle Imprese Europea, Giuseppe Ariobazzani, soddisfatto di questo nuovo sforzo, ha affidato la gestione della Rete Enoagriart, al proprio Direttore Commerciale, Martino Ferrandino, Dottore commercialista, esperto in Marketing Internazionale, quale Amministratore del Contratto di Rete, per avviare le trattative finalizzate alla promozione e alla vendita dei prodotti identitari territoriali. L’interesse internazionale verso le tipicità italiane, in modo particolare ai prodotti enogastronomici, è stata sostenuta dalla crescente attenzione delle delegazioni estere, presentate dalla nostra Rete Enoagriart, con incontri B2B, in occasione dell’ultima edizione di Fiera Levante di Bari, incontro alquanto positivo e soddisfacente. In tale circostanza, grande attenzione è stata riservata alle produzioni dell’Area Grecanica della Calabria in testa il paniere al bergamotto, le eccellenze agroalimentari e artigianali dell’Area dello Stretto, con particolare attenzione ai prodotti da forno e le ceramiche di Seminara, l’olio di Monte Contessa dell’Area di Lamezia Terme e ancora le ricchezze agroalimentari delle Zone Albanesi nel Cosentino e pre-silane del Catanzarese.

Per la Sicilia attori principali i prodotti agroalimentari della Valle dell’Alcantara, dalla pasta alla birra artigianale, ai salumi particolari.

Puglia e Molise molto rappresentati da olio, pomodori e conserve, mentre il vino è stato rappresentato dalle Tenute di Albano Carrisi del Brindisino.

Miele e Formaggi sono invece il patrimonio naturale della Toscana con l’Area del Mugello. La Lombardia ha presentato le dolcezze al cioccolato, con aziende leader nel settore dolciario. Non sono mancate prelibatezze caratteristiche della Sardegna e dell’artigianato in pietra della provincia di La Spezia.

Russia, Montenegro, Slovenia e Canada i primi Paesi a richiedere il paniere Enoagriart e avviare le trattative per la commercializzazione.

A chiusura dell’anno in corso non si può che essere fiduciosi per lo sviluppo e la crescita del “Made in Italy” e un sentito ringraziamento alle aziende che hanno creduto e sostenuto fino ad oggi il progetto CESP, ( Centri Espositivi Sviluppo Promozione) promosso e realizzato dall’Accademia delle Imprese Europea.

(fote comunicato stampa)

La Toscana si conferma regina dell’offerta agrituristica

I dati Istat confermano la crescita dell’ offerta agrituristica della Toscana.

Le soluzioni  di A&P srl nel noleggio operativo per le Aziende del settore.

Firenze – Con oltre 4.500 agriturismi e un fatturato annuo superiore ai 300 milioni di euro, dati Istat 2016, la Toscana si conferma regina dell’offerta agrituristica italiana,  la regione dove l’offerta di settore è più radicata e presente. Numeri che sottolineano il trend positivo dell’agriturismo, con una crescita che interessa non solo le strutture autorizzate, ma anche il numero dei posti letto e, cosa più importante,  le presenze dei turisti. Con un’offerta che è sempre più diversificata.

Lo ha affermato Marco Remaschi, assessore all’agricoltura della Regione Toscana, durante la recente presentazione di Agri&Tour 2017, il salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale.

La manifestazione fieristica si avolgerà dal 17 al 19 novembre ad Arezzo Fiere e Congressi. Alla presentazione erano presenti, insieme a Remaschi, il presidente di Arezzo Fiere e Congressi, Andrea Boldi, e il direttore generale vicario di Agro Camera, partner tecnico di AgrieTour, Valentina Canali.

“L’agriturista – ha dichiarato tra l’altro Remaschi – trova in Toscana aziende che riassumono tutte le peculiarità di questo tipo di vacanza: natura, enogastronomia, relax e attività dentro e fuori l’agriturismo. E poi, un primato di cui andare particolarmente fieri: la nostra regione detiene infatti il primato di aziende gestite da donne, quasi 2mila, pari al 40,2% del totale degli agriturismi toscani”.

Giunta quest’anno alla sedicesima edizione, Agri&Tour è l’unico grande appuntamento in Italia dedicato al mondo della vacanza rurale, una importante vetrina che consentirà agli addetti ai lavori di scambiarsi informazioni utili per sviluppare un settore che fortunatamente sembra non conoscere crisi.

Un programma articolato quello di Agri&Tour.  Prevede infatti oltre 60 appuntamenti tra workshop, master, convegni, seminari, approfondimenti tematici. Ma anche degustazioni ed eventi dedicati alla formazione di chi vuole dare vita a una nuova attività agrituristica o vuole espandere migliorare la propria.

Venerdì 17 novembre, dopo l’inaugurazione, l’assessore Remaschi parteciperà al convegno “L’agriturismo e le parole della sostenibilità”. Al convegno sarà presente  il viceministro all’agricoltura Andrea Olivero.

Il noleggio strumentale: opportunità per la ristorazione

Il noleggio è una opportunità per chi non considera il possesso del bene strumentale come indispensabile e preferisce avere:

• Un costo certo di esercizio
• I vantaggi gestionali e fiscali della locazione

La locazione lascia il capitale disponibile per altri impieghi e non intacca le linee di credito dell’azienda.
Inoltre il parco dei beni è sempre all’avanguardia, il pagamento è dilazionato e deducibile, si eliminano i rischi derivanti dalla proprietà, si ha maggiore efficienza nella gestione dei beni.

Possibilità di copertura All Inclusive, facilità nell’avvicendamento delle tecnologie, flessibilità di scelta.

Riduzione dei costi di gestione delle operazioni, minimi adempimenti amministrativi, fattura unica mensile o trimestrale.

Deducibilità dei canoni dall’imponibile non vincolata alla durata del contratto e non subordinata a durata minima. I canoni sono considerati costi di esercizio, sono spesabili per competenza ed interamente deducibili ai fini IRAP.

Al termine del periodo di noleggio contrattuale, si hafacoltà di:

• Prolungare la durata della locazione per la medesima attrezzatura
• Prolungare la durata della locazione sostituendo le attrezzature, in relazione a nuove esigenze aziendali di tipo organizzativo o di rinnovo tecnologico
• Restituire le attrezzature

Igles Corelli apre le porte del suo ristorante stellato per Nonna Peppina. Street food e beneficenza

Una storia che ha commosso il mondo quella di Giuseppa Fattori, 95 anni. Sfrattata dalla sua casetta in legno costruita dopo il terremoto che un anno fa ha colpito San Martino di Fiastra, dov’è sempre vissuta. Nonna Peppina, come è stata ribattezzata da tutti, oggi vive in un container, come molti terremotati del Centro Italia.

Tante le iniziative di solidarietà. Sabato 11 novembre si mobilitano anche gli chef. A radunarli è Igles Corelli, nel ristorante stellato Atman a Villa Rospigliosi.

Street food a Villa Rospigliosi. Cuochi solidali

La dimora storica progettata dal Bernini sarà il luogo di incontro per 40 chef che hanno risposto alla chiamata dello chef emiliano trapiantato in Toscana, per animare una giornata all’insegna dello street food d’autore:

“Se qualcuno deve stare per strada” spiega Corelli “che sia il cibo, non un’anziana terremotata. Per aiutare nonna Peppina faremo ciò che sappiamo fare meglio: cucinare”.

Alla festa del cibo di strada parteciperanno i cuochi della Compagnia degli Chef, e il gruppo di Top Chef Italia, oltre ad alcuni cuochi di Atlatichef e alcuni concorrenti di Masterchef.

Gli ospiti, che saranno sicuramente numerosi,  potranno muoversi tra decine di isole di degustazione – 5 euro l’offerta per ogni assaggio – curiosando tra le diverse interpretazioni della tradizione di strada della Penisola.

È questo il messaggio che Corelli vuole lanciare con la sua cucina “garibaldina” a chi come lui ha sposato con passione il mestiere dello chef:

La vicinanza al territorio non si esprime solo con la ricerca degli ingredienti locali da portare nel piatto, ma risiede in gesti concreti a favore degli altri”.

In abbinamento sarà servita una selezione di vini, e la giornata trascorrerà all’insegna del divertimento, seppur animata da un fine solidale. Intanto un anonimo imprenditore lombardo si è detto pronto ad acquistare una casa per nonna Peppina. Ma questa è un’altra (bella) storia. E c’è ancora bisogno dell’aiuto di tutti. Igles Corelli vi aspetta. Noi ovviamente ci saremo.

Street food per Nonna Peppina | Lamporecchio (PT) | Villa Rospigliosi, via Borghetto 1 | l’11 novembre 2017 | www.villarospigliosi.com 

“Lei non sa chi sono io”: La nuova sfida di Lorenzo Pratesi

Incontriamo Lorenzo Pratesi, affermato attore e autore pistoiese. Un Lorenzo determinato e carico, pronto a bissare il successo della scorsa stagione con “Ieri mi sposo?”. Commedia degli equivoci di ambientazione familiare, giocata sul ribaltamento dei ruoli e i continui colpi di scena. Una realizzazione gustosa e spassosa che ha realizzato, nelle numerose repliche,  il tutto esaurito Confermando una volta di piu’ la vena creativa di Pratesi e il suo modo coinvolgente di vivere il palcoscenico.

La nuova sfida , “Lei non sa chi sono io”, debutterà a partire dal prossimo mese di gennaio. L’autore  ha voluto rinnovare il suo interesse per la commedia brillante, introducendo alcuni elementi di novità, frutto anche della continua crescita professionale.

La farsa familiare, la commedia degli equivoci,  cede il posto a una satira acuta e pungente, traendo spunto dalla società contemporanea e da certi comportamenti, atteggiamenti e stili di vita sempre di più diffusi.

Utilizzando l’arma dell’ironia e mettendo in campo la sua forte vena sarcastica, Lorenzo ha costruito una commedia in grado di divertire il pubblico,  ma anche di stimolarlo in  una riflessione attorno ai miti imposti dalla società odierna e ai comportamenti relazionali degli individui.

“Non è casuale la scelta del rosa shocking come colore dominante della scenografia – ci ha anticipato Lorenzo Pratesi – perchè è un chiaro richiamo alla frivolezza, alla vanità, a quel culto dell’apparenza e della superficialità che oggi spesso ci attrae in maniera ingannevole”.

A salire sul palco insieme all’ autore protagonista  ci saranno le attrici Laura Gamberi, tra l’altro aiuto regista,  e Sara Pacini ben 22 attori amatoriali della compagnia, oltre a due tecnici e tre ballerine.

Dopo il preview del 14 gennaio 2018 al Teatro Bambi di Coreglia Antelminelli in provincia di Lucca (all’interno di una serata benefica per la raccolta di fondi per le popolazioni terremotare del Centro Italia), la commedia debutterà ufficialmente al Teatro Moderno di Agliana in un doppio appuntamento, venerdì 19 e sabato 20 gennaio. Per questa doppia data aglianese stanno già volando le prevendite.

Confermata anche una replica al Teatro Bolognini di Pistoia, la cui data sarà rivelata dallo stesso Pratesi in occasione del suo spettacolo del 20 gennaio.

 

SMAU: si afferma un nuovo modello di Fiera. Protagonisti gli innovatori

Milano, 6 novembre. Un laboratorio vivace, un luogo dove le esperienze di innovazione entrano davvero in connessione, dove da nuovi incontri e strette di mano nascono partnership destinate a dar vita a progetti che disegnano rotte nuove. Chi nei giorni scorsi ha varcato i cancelli di Fieramilanocity per partecipare alla 54esima edizione di Smau si è trovato di fronte a una proposta molto lontana dal modello tradizionale di Fiera: con i suoi 250 workshop in tre giorni, la presentazione di oltre 76 casi di successo da parte di imprese e amministrazioni pubbliche e, soprattutto, nuove modalità di incontro tra domanda e offerta di innovazione, percorsi guidati, speed pitching e un coinvolgimento sempre più diretto dei visitatori che a Smau hanno potuto imparare, ispirarsi, connettersi alle persone e toccare con mano la vera innovazione attraverso esperienze inedite. Smau si è quindi confermato come l’appuntamento di riferimento dell’ecosistema dell’innovazione italiano, un laboratorio che ha saputo tenere insieme i big player del settore – Aruba, Avaya, Cisco, Clouditalia, Edisoftware, GData, HPE, Intel, SAP, TIM – e una selezione di 250 fra le startup più promettenti del territorio nazionale, che ha aperto importanti finestre sul mondo e sui mercati di 30 Paesi con la presenza di oltre 50 delegati esteri intervenuti al programma ItaliaRestarstUp promosso dall’ICE in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico e con Smau.

Se già da tempo Smau ha sposato il modello dell’Open Innovation, scommettendo sulle opportunità che nascono dall’incontro tra il mondo corporate e quello delle startup e cercando di amplificare al massimo queste potenzialità, una conferma importante in questo senso è arrivata dai risultati del secondo Osservatorio sull’Open Innovation e il Corporate Venture Capital Italiano promosso da Assolombarda, Italia Startup e Smau in collaborazione con Cerved Group e BTO Research: per la prima volta, il rapporto ha messo a confronto le performance delle startup partecipate da fondi di investimento con quelle delle startup partecipate da imprese. Un raffronto che ha evidenziato come le startup con partecipazioni corporate presentano un minor rischio di fallimento e hanno risultati di fatturato migliori: nel corso del 2015 appena il 4,1% è uscita dal mercato, contro il 16% delle realtà partecipate da un investitore specializzato.

Vai al comunicato stampa dedicato al rapporto

“Il Corporate Venture Capital – spiega Pierantonio Macola, Presidente Smau – è già una realtà nel nostro Paese. Le imprese hanno ormai la consapevolezza che innovare da soli non conviene più e in mille modi diversi stanno sperimentando le opportunità che nascono dall’Open Innovation. Un “fermento” che percorre le imprese di tutte le classi dimensionali e di quasi tutti i settori, su cui a Smau abbiamo voluto accendere i riflettori, non solo attraverso la presentazione del rapporto, ma anche con la condivisione di esperienze davvero significative che vanno in questa direzione”.

Tre giorni intensissimi, che hanno visto anche la partecipazione di molte Regioni italiane – la Valle d’Aosta, la Lombardia, la Liguria, la Provincia Autonoma di Trento con Trentino Sviluppo, il Veneto, l’Emilia-Romagna, le Marche, la Campania, la Basilicata, la Sicilia – che a Fieramilanocity hanno presentato la loro proposta di innovazione e le startup più interessanti dei loro territori. Spazio anche all’innovazione che nasce all’interno delle pubbliche amministrazioni, spesso poco raccontata e poco valorizzata. Ecco che fra le realtà premiate figura la Regione Lombardia, con il portale unico varato quest’anno e con le esperienze dei progetti di e-health, del progetto “Nuova Celiachia” e del nuovo portale per l’assegnazione dell’edilizia residenziale pubblica. La presenza del Veneto è stata l’occasione per puntare i riflettori sul tema del riordino territoriale, valorizzando le esperienze dei Comuni che hanno avviato percorsi di fusione o di condivisione dei servizi per ottenere maggiore efficienza con un taglio alla spesa pubblica. Grande interesse hanno suscitato anche i tavoli di lavoro promossi con Anci dedicati ai temi della sicurezza e monitoraggio del territorio e della mobilità urbana, che hanno messo in connessione i rappresentanti della pubblica amministrazione con le proposte di innovazione che arrivano da imprese  e startup.

Vai al comunicato dedicato alla presenza dei territori a Smau

Industria 4.0, Open Innovation, sanità, fintech, agrifood, commercio e turismo, smart communities i temi nell’agenda dell’edizione di quest’anno: i Live Show, così come i workshop, hanno fatto registrare le sale piene in ogni occasione, a conferma della grande domanda di aggiornamento e formazione da parte dei professionisti e imprenditori, una domanda cui Smau ha dato risposta non con proposte “teoriche” o accademiche, ma con appuntamenti che offrono in ogni occasione delle “istruzioni per l’uso” per chi vuole innovare.

Fra le novità 2017, l’Intel Summit, che ha permesso di gettare uno sguardo su alcune delle innovazioni più interessanti che percorrono il mondo dell’ICT, grande interesse hanno suscitato anche le selezioni di startup protagoniste della rivoluzione fintech e di startup che operano in ambito sanitario presentate dalla Regione Lombardia: due proposte che hanno accesso i riflettori in modo nuovo su due settori oggi percorsi da fortissimi fermenti di innovazione.

Fra i casi di successo premiati figurano esperienze innovative in ambito fintech, è il caso di Deal Evolution che si è affidato alla startup Credimi, ma anche proposte destinate a modificare i modelli sanitari tradizionali come il progetto sperimentale di telemedicina avviato in Friuli Venezia Giulia con H&S, o ancora le esperienze di Ducati Moto Holding che si è affidata a GData per protezione dei dati raccolti dalla rete di sensori sulle moto da corsa. Non sono mancate le esperienze innovative in ambito turistico, fra queste, il caso di Alpitour, che si è affidato alla piattaforma GrowITup,nata per mettere in relazione startup e imprese strutturate, per avviare una partnership con Barbaiola, il motore di ricerca dedicato alla comunità LGBT. Arriva dal Veneto l’esperienza di Texa, che a Smau ha presentato Axone Nemo, innovativo tablet che si presta all’utilizzo in ambienti severi.

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Un’offerta di contenuti lontana dai modelli tradizionali di fiera e che dunque chiede nuove modalità di visita. La sperimentazione degli Startup Safari, tour tematici guidati dagli studenti dell’Università Bocconi, è stata accolta con grande interesse: sono stati 26 tour guidati su specifici settori che hanno accompagnato per tre giorni i visitatori alla scoperta delle eccellenze innovative presenti in fiera.

Il percorso di Smau continua con le proposte del Roadshow che fa tappa nei territori: giovedì 23 e venerdì 24 novembre l’appuntamento con Smau Liguria, mentre giovedì 14 e venerdì 15 dicembre è in programma Smau Napoli.

Fonte: comunicato stampa