Open Innovation Italy: è il tempo del fare

Innovazione, dal dire al fare. Per le aziende italiane è arrivato il momento di accelerare in maniera significativa, adottando approcci di open innovation più ambiziosi con una visione meno locale e più internazionale

Questo il messaggio principale contenuto nel nuovo Report “Open Innovation Outlook Italy 2021” realizzato da Mind the Bridge con il supporto di SMAU e presentato stamani durante la cerimonia di apertura di SMAU 2020, in programma oggi e domani al Mico, FieraMilanoCity.

Un crescente numero di aziende italiane, seppur lentamente, sta finalmente convertendo i principi dell’open innovation appresi in questi ultimi anni in reali processi di esecuzione, andando finalmente oltre le iniziali operazioni di marketing e comunicazione a cui per diverso tempo sono rimaste legate – ha commentato Alberto Onetti, Chairman di Mind the Bridge, durante la presentazione del Report – Ci aspettiamo che questo trend continui a crescere e che possa coinvolgere un numero sempre maggiore di aziende, non solo grandi ma anche di media dimensione. Va anche segnalato che i dati mostrano ancora un gap importante, pur tuttavia con qualche eccezione, tra le aziende italiane e i leader internazionali”.

Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di primi tentativi, trainati spesso da finalità di marketing e comunicazione, piuttosto che di piani consolidati con risorse e budget dedicati. I risultati in termini di collaborazione tra startup e imprese, di conseguenza, sono risultati al momento ancora limitati.

La metodologia d’analisi adottata è quella utilizzata da anni da Mind the Bridge a livello internazionale per valutare la propensione all’open innovation delle società consolidate, qui implementata su centinaia di aziende italiane, di differenti dimensioni e mercati. Tale metodologia misura sia i fattori interni che abilitano l’innovazione (strategia, organizzazione, processi e cultura) sia le azioni concrete implementate (accelerazione di startup, procurement, co-sviluppo, investimenti, acquisizioni e risultati raggiunti).

“Sul territorio italiano avvertiamo un crescente fermento e una forte attenzione al tema dell’open innovation – ha aggiunto Pierantonio Macola, Presidente di SMAU  misurato anche dalle oltre 500 candidature che ogni anno riceviamo per il Premio Innovazione SMAU, che sempre più spesso raccontano di collaborazioni tra startup e imprese esistenti.  Auspichiamo che questa energia si diffonda sempre di più non solo all’interno di grandi corporate ma anche di realtà di piccole dimensioni che possono trovare nelle startup un alleato per sviluppare rapidamente nuovi progetti da presentare al mercato”.

La velocità di sviluppo dell’Open Innovation in Italia sembra infatti dipendere molto dal momento in cui le singole grandi aziende hanno iniziato a collaborare concretamente con le startup. Meno della metà (44%) delle 25 “Top Italian Corporate Startup Stars”, secondo il parametro di Open Innovation Readiness* sviluppato di Mind the Bridge, supera il valore “medio” italiano di 2.6 (il 28% registra un punteggio addirittura inferiore a 2) con la sola Enel a spiccare con un punteggio superiore a 4 che la colloca di diritto al fianco delle grandi aziende internazionali leader in open innovation (punteggio medio 4.1). Se circoscriviamo invece il confronto alle sole Top 10 (punteggio medio nazionale 3.2 verso 4.4 internazionale) la distanza dalle leader globali, sebbene ancora notevole, si riduce di 0.3 (1.5 vs 1.2).

Da un rapido sguardo alla Open Innovation Readiness Matrix*, si evince tuttavia una visibile crescita generalizzata delle Top 25 verso l’alto (a testimonianza di una maggiore consapevolezza a livello strategico e organizzativo) e verso destra (più azioni implementate), con un miglioramento generale dello 0.25% rispetto allo scorso anno.

5 aziende hanno registrato un miglioramento significativo (+0.7-0.8%), 3 minimale mentre 9 non hanno registrato alcun miglioramento.

D’altra parte, occorre registrare che l’Open Innovation sta lentamente permeando anche il mondo delle PMI, che rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana. O, perlomeno, quelle più grandi e strutturate (+0.5% rispetto al 2019) mentre le medie (+0.2%) ci provano e le più piccole restano ancora fuori dai giochi (nessun miglioramento).

Le Telco, che per prime avevano accolto la sfida dell’open innovation in Italia, hanno un ruolo meno trainante, passando il testimone alle aziende del settore Energia, che mostrano approcci più completi e un crescente interesse per tecnologie orientate a sostenibilità, decarbonizzazione ed economia circolare. 5 delle Top 10 operano infatti in questo ambito, includendo anche aziende dell’Oil&Gas e Multi-Utilities. 3 delle Top 10 appartengono al comparto bancario-assicurativo, seguito da Automotive, Trasporti, Food, Distribuzione.

Data questa fotografia c’è da chiedersi se siano le aziende italiane a soffrire della debolezza dell’ecosistema startup nazionale oppure se sia quest’ultimo a soffrire della loro limitata operatività. “Difficile identificare una precisa relazione di causa-effetto. Ad ogni modo l’ecosistema italiano risulta ancora ben lontano sia in termini numerici che per qualità dai principali ecosistemi internazionaliA fine 2019 l’Italia conta solo 245 scaleup e, di queste, solo 5 sono state in grado di raccogliere più di $100M. Dati che la collocano ancora al decimo posto nella classifica europea e ben lontana dal campionato maggiore che si gioca in altri campi come la Silicon Valley, Israele, Cina, ma anche lontana da sistemi emergenti come, ad esempio, la Corea del Sud” – ha concluso Alberto Onetti. 

*Metodologia

“The Innovation Readiness Index by Mind the Bridge (MtB)”

The MTB Innovation Readiness Index is a measure of the company’s innovation potential, factoring in a detailed assessment of:

– Innovation Strategy and Organization

(internal approach including top level buy-in, dedicated Open Innovation Unit /CIO, process and culture)

– Open Innovation Actions

(external approach factoring exposure, startup acceleration, procurement, investments and acquisitions)

Each area (both internal and external) is scored on a scale from 0 to 5.

The results are averaged and weighted to reduce bias.

The Innovation Readiness Index should be considered as a preliminary assessment aimed at identifying potential areas for improvement and actions to take on the open innovation challenge.

“The Innovation Readiness Matrix by Mind the Bridge (MtB)”

The resulting Innovation Readiness Matrix has to be considered as a benchmarking tool for corporates to assess their innovation readiness and compare it with global innovation leaders that are positioned in the top right-hand quadrant.

Mind the Bridge

Mind the Bridge è un’organizzazione internazionale che fornisce consulenza e supporto per l’innovazione ad aziende e organizzazioni governative. Con sede centrale a San Francisco (CA) e uffici a Barcellona, Londra, Milano, Berlino, Los Angeles e Seoul, Mind the Bridge opera sin dal 2007 all’intersezione tra il mondo delle startup e quello delle corporate su scala globale: individua, filtra e lavora con oltre 5000 startup ogni anno, supportando le grandi aziende internazionali nella loro ricerca di innovazione e progettando e gestendo per loro iniziative di Open Innovation. I risultati dell’attività di Mind the Bridge si traducono in accordi strategici con le startup (accordi commerciali, investimenti e/o acquisizioni).

Mind the Bridge, in collaborazione con l’International Chamber of Commerce (ICC), l’istituto che da 100 anni rappresenta oltre 45 milioni di imprese in tutto il mondo, organizza ogni anno i “Corporate Startup Stars” Awards, la classifica delle aziende internazionali più attive nella collaborazione con le startup.

www.mindthebridge.com  | @MindTheBridge

SMAU

SMAU è un’importante piattaforma di incontro interregionale e internazionale tra protagonisti dell’ecosistema dell’innovazione secondo il modello dell’Open Innovation, principale strumento di sviluppo per imprese e startup, favorendo il contatto con i principali protagonisti dell’ecosistema e promuovendo la cultura dell’innovazione attraverso la presentazione di best practice di aziende e pubbliche amministrazioni.

L’attività di Smau si declina in un circuito di appuntamenti territoriali nelle principali regioni italiane, ma anche nei più dinamici hub europei: Berlino, Londra e Parigi, consolidando il proprio ruolo di piattaforma di incontro tra startup, incubatori, acceleratori, investitori industriali e finanziari sia nazionali che internazionali.

comunicato stampa

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